MorpheusCT's profileFinchè la barca va......PhotosBlogListsMore Tools Help

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    July 13

    Bella Favola...

    Ora vi racconto una storia che farete fatica a credere perché parla di una principessa e di un cavaliere che in sella al suo cavallo bianco entrò nel bosco alla ricerca di un sentimento che tutti chiamavano amore. Prese un sentiero che portava a una cascata dove l'aria era pura come il cuore di quella fanciulla che cantava e se ne stava coi conigli, i pappagalli verdi e gialli come i petali di quei fiori che portava tra i capelli.
    Il cavaliere scese dal suo cavallo bianco e piano piano le si avvicinò. La guardò per un secondo, poi le sorrise e pian piano iniziò a dirle queste dolci parole:

    Vorrei essere il raggio di sole che ogni giorno ti viene a svegliare per farti respirare e farti vivere di me...
    Vorrei essere la prima stella che ogni sera vedi brillare perché così i tuoi occhi sanno che ti guardo e che sono sempre con te...
    Vorrei essere lo specchio che ti parla e che a ogni tua domanda ti risponda che al mondo tu sei sempre la più bella...

     

    Tratto dalla cazone: Favola - Modà


    April 30

    Pablo Neruda

    Lentamente muore
    chi diventa schiavo dell'abitudine,
    ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
    chi non cambia la marcia,
    chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
    chi non parla a chi non conosce.

    Muore lentamente chi evita una passione,
    chi preferisce il nero su bianco
    e i puntini sulle "i"
    piuttosto che un insieme di emozioni,
    proprio quelle
    che fanno brillare gli occhi,
    quelle che fanno
    di uno sbadiglio un sorriso,
    quelle che fanno battere il cuore
    davanti all'errore e ai sentimenti.
    Lentamente muore
    chi non capovolge il tavolo,
    chi e' infelice sul lavoro,
    chi non rischia la certezza
    per l'incertezza per inseguire un sogno,
    chi non si permette
    almeno una volta nella vita
    di fuggire ai consigli sensati.

    Lentamente muore chi non viaggia,
    chi non legge,
    chi non ascolta musica,
    chi non trova grazia in se stesso.
    Muore lentamente
    chi distrugge l'amor proprio,
    chi non si lascia aiutare;
    chi passa i giorni a lamentarsi
    della propria sfortuna o
    della pioggia incessante.

    Lentamente muore
    chi abbandona un progetto
    prima di iniziarlo,
    chi non fa domande
    sugli argomenti che non conosce,
    chi non risponde
    quando gli chiedono
    qualcosa che conosce.
    Evitiamo la morte a piccole dosi,
    ricordando sempre che essere vivo
    richiede uno sforzo
    di gran lunga maggiore
    del semplice fatto di respirare.
    Soltanto l'ardente pazienza porterà
    al raggiungimento
    di una splendida felicita'.
    March 02

    Alcune cose che ho imparato dalla vita...

    Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:
    Che non importa quanto sia buona una persona, prima o poi ti ferirà. E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
    Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
    Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
    Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
    Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
    Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
    Che la pazienza richiede molta pratica.
    Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
    Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti
    Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.
    Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
    Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
    Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
    Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
    Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
    La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti come se è stata la miglior conversazione mai avuta.
    È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
    Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
    Non cercare le apparenze; possono ingannare.
    Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
    Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
    Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
    Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
    Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
    Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
    Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
    Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
    La felicità è ingannevole per quelli che piangono, quelli che fanno male, quelli che hanno provato, solo così possono apprezzare l'importanza delle persone che hanno toccato le loro vite.
    L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the.
    Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi dolori.
    Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride e ognuno intorno a te piange.

    Amare una Persona......

    Amare una persona è:

    Averla senza possederla...
    Darle il meglio di se senza pensare di ricevere niente in cambio...
    Voler stare sempre con lei ma senza essere mossi dal bisogno di alleviare la propria solitudine...
    Temere di xderla ma senza essere gelosi...
    Aver bisogno di lei ma senza dipendere...
    Aiutarla ma senza aspettarsi gratitudine...
    Essere legati a lei, pur essendo liberi...
    Essere dalla sua parte, pur restando se stessi...
    Ma x riuscire in tutto ciò...
    la cosa più importante da fare è...
    Accettarla così com'è...senza pretendere ke sia come noi la vorremmo!
    February 07

    Dedicata......."A Te"

    A te che sei l'unica al mondo,
    l'unica ragione per arrivare fino in fondo ad ogni mio respiro...
    Quando ti guardo dopo un giorno pieno di parole
    senza che tu mi dica niente tutto si fa chiaro...
    A te che mi hai trovato all'angolo coi pugni chiusi,
    con le mie spalle contro il muro pronto a difendermi,
    con gli occhi bassi stavo in file con i disillusi...
    Tu mi hai raccolto come un gatto
    e mi hai portato con te...
    A te io canto una canzone
    perchè non ho altro, niente di meglio da offrirti...
    Di tutto quello che ho prendi il mio tempo e la magia
    che con un solo salto ci fa volare dentro all'aria come bollicine...
    A te che sei, semplicemente sei,
    sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
    A te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande...
    A te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più...
    A te che hai dato senso al tempo senza mai misurarlo...
    A te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore...

    A te che io ti ho visto piangere nella mia mano,
    fragile che potevo ucciderti stringendoti un po'...
    E poi ti ho visto con la forza di un aereoplano
    prendere in mano la tua vita e trascinarla in salvo...
    A te che mi hai insegnato i sogni e l'arte dell'avventura...
    A te che credi nel coraggio e anche nella paura...
    A te che sei la miglior cosa che mi sia successa...
    A te che cambi tutti i giorni e resti sempre la stessa...
    A te che sei, semplicemente sei,
    sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
    A te che non ti piaci mai e sei una meraviglia
    ,
    le forze della natura si concentrano in te
    che sei una roccia, sei una pianta, sei un uragano,
    sei l'orizzonte che mi accoglie quando mi allontano...
    A te che sei l'unica amica che io possa avere,
    l'unico amore che vorrei se io non ti avessi con me...
    A te che hai reso la mia vita bella da morire,
    che riesci a render la fatica un immenso piacere...
    A te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande...
    A te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più...
    A te che hai dato senso al tempo senza mai misurarlo...
    A te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore...
    A te che sei, semplicemente sei,
    sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...

    A te che sei, semplicemente sei,
    compagna dei giorni miei, sostanza dei giorni miei...
     
    Jovanotti - A Te (Safari - 2008)
    January 25

    Si avvicina S.Valentino: Cos'è l'Amore?

    Quando ti chiedi cos'è l'amore,
    immagina due mani ardenti
    che si incontrano,
    due sguardi perduti l'uno nell'altro,
    due cuori che tremano
    di fronte all'immensità di un sentimento,
    e poche parole
    per rendere eterno un istante.
     
     
    Alan Douar
    December 22

    Domani potrebbe essere tardi...Carpe Diem!

    Casualmente oggi ho letto nel Blog di un'amica questa storia. Non so se sia vera, anzi ne dubito.....però mi ha quasi commosso e mi ha fatto riflettere.
    Ho deciso di pubblicarla sul mio Spaces....nella speranza che faccia riflettere anche te ke la stai leggendo adesso per la prima volta.
     
     
    C'era una volta un ragazzo nato con una grave malattia... Una malattia di cui non si conosceva la cura... Aveva 17 anni, ma i medici avevano detto ke poteva morire in qualsiasi momento.
    Visse sempre chiuso in casa sua, con l'assistenza di sua madre... Stanco di stare in casa, un giorno decise di uscire almeno una volta... Chiese il permesso a sua madre... Lei accettò. Camminando nel suo quartiere vide diversi negozi... Passando per un negozio di musica, guardando dalla vetrina, notò la presenza di una tenera ragazza della sua età... Fu amore a prima vista... Aprì la porta ed entrò guardando nient'altro che la ragazza... Avvicinandosi poco a poco, arrivò al bancone dove c'era la ragazza... Lei lo guardò e gli disse sorridente: "Posso aiutarti?". Nel frattempo egli pensava che era il sorriso più bello che avesse mai visto nella sua vita... Nello stesso istante sentì il desiderio di baciarla...Balbettando le disse: "Si, eeehhhmmm...mi piacerebbe comprare un CD"... Senza pensarci, prese il primo che vide e le diede i soldi. "Vuoi che te lo impacchetti?", Chiese la ragazza sorridendo di nuovo... Egli rispose di si annuendo; lei si allontanò e poco dopo tornò con il pacchetto e glielo consegnò... Lui lo prese ed uscì dal negozio.
    Tornò a casa e da quel giorno in poi andò al negozio ogni giorno per comprare un cd a caso e rivedere la sua amata... Faceva fare il pacchetto sempre alla ragazza e poi tornava a casa per riporlo nell'armadio... Egli era molto timido per invitarla ad uscire e nonostante provasse non ci riusciva. Sua madre si interessò alla situazione e lo spronò a tentare, così egli il giorno seguente si armò di coraggio e si diresse al negozio...
    Come tutti gli altri giorni comprò un cd e come sempre lei gli fece una confezione... Lui prese il cd e, in un momento in cui la ragazza era distratta, posò rapidamente un foglietto con il suo numero di telefono sul bancone; dopodichè uscì di corsa dal negozio.
    Dopo alcuni giorni: Driiiiin!!!.... Sua madre rispose al telefono: "Pronto?", era la ragazza che chiedeva di suo figlio; la madre afflitta cominciò a piangere mentre diceva: "Non lo sai?...è morto ieri"...
    Ci fu un silenzio prolungato interrotto dai lamenti della madre.
    Più tardi la madre entrò nella stanza del figlio per ricordarlo... Decise di iniziare dal guardare tra la sua roba...
    Aprì l'armadio... Con sorpresa si trovò di fronte ad una montagna di cd impacchettati... Non ce ne era nemmeno uno aperto... Le procurò una curiosità vederne tanti che non resistette: ne prese uno e si sedette sul letto per guardarlo; facendo ciò, un biglietto uscì dal pacchettino di plastica...
    La madre lo raccolse per leggerlo, diceva: "Ciao!!! Sei bellissimo! Ti andrebbe di uscire con me??...Sofia."
    La madre emozionata ne aprì altri e trovò altri bigliettini: tutti dicevano la stessa cosa.

    Morale: Questa è la vita...non aspettare troppo per dire a qualcuno di speciale quello che senti... Dillo oggi stesso... Domani potrebbe essere troppo tardi! Bacia le persone che ami....e ricorda loro quello che provi...ogni giorno.

    Babbo Natale è morto...

    ECCO PERCHÈ BABBO NATALE NON PUÒ ESISTERE:

    Come prima cosa nessuna specie conosciuta di renna può volare. Ci sono però 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare e, mentre la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude completamente l'esistenza di renne volanti, che solo Babbo Natale ha visto.

    Secondo, ci sono due miliardi di bambini (sotto i 18 anni) al mondo. Dato però che Babbo Natale non tratta con bambini Musulmani, Indù, Buddisti ed Ebrei questo riduce il carico di lavoro al 15% del totale, cioè circa 378 milioni. Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 98,1 milioni di locazioni. Si può presumere che ci sia almeno un bambino buono per famiglia. Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della terra, assumendo che viaggi da Est verso Ovest. Questo porta ad un calcolo di 822,6 visite per secondo. Questo significa che, per ogni famiglia Cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa un millesimo di secondo per:

    a) Trovare parcheggio (cosa questa semplice, dato che può parcheggiare sul tetto e non ha problemi di divieti di sosta)

    b) Saltare giù dalla slitta

    c) Scendere dal camino

    d) Riempire le calze

    e) Distribuire il resto dei doni sotto l'albero di Natale

    f) Mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione

    g) Risalire dal camino

    h) Saltare sulla slitta

    i) Decollare per la successiva destinazione.

    Assumendo che le abitazioni siano distribuite uniformemente (che sappiamo essere falso, ma accettiamo per semplicità di calcolo), stiamo parlando di 1.248 Km per ogni fermata, per un viaggio totale di 120 milioni di Km.  Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 1040 Km/sec, a 3000 volte la velocità del suono.  Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (la cosa più veloce creata dall'uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec, e una renna media a circa 30 Km/h. Il carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento:assumendo che ogni bambino riceva una scatola media di Lego (del peso di circa 1 Kg), la slitta porta circa 378.000 tonnellate, escludendo Babbo Natale (notoriamente soprappeso). Sulla terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg. Anche assumendo che una "renna volante" possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne, ne serviranno circa 214.000. Questo porta il peso, senza contare la slitta, a 575.620 tonnellate.  Per comparazione, questo è circa 4 volte il peso della nave Queen Elizabeth II. Sicuramente, 575.620 tonnellate che viaggiano alla velocità di 1040 Km/sec generano un'enorme resistenza.  Questa resistenza riscalderà le renne allo stesso modo di una astronave che rientra nell'atmosfera.  Il paio di renne di testa assorbirà 14,3 quintilioni di Joule per secondo.  In breve si vaporizzerà quasi istantaneamente, esponendo il secondo paio di renne e creando assordanti onde d'urto (bang) soniche. L'intero team verrà vaporizzato entro 4,26 millesimi di secondo.

    CONCLUSIONE : Babbo Natale c'era, ma ora è morto!

    November 02

    Non rinunciare mai....apri le ali e vai....

     

     

    Cerco un po’ di coraggio
    mentre ti guardo da quaggiù
    mi scaldi tu
    splendi e mi illumini ma
    lacrime di pagliaccio bruciano dentro il volto di

    noi uomini deboli e stupidi.
    Spiega le ali di cera per arrivare a lei
    a lei
    dove l'aria è più leggera e amare rende Dei.


    Non rinunciare mai
    apri le ali e vai
    non è l'ultima volta che cadrai ma ti alzerai
    vedrai la troverai e allora volerai
    oh Icaro!

    Quante volte sfiori il sole e rimani col cuore a pezzi
    precipiti in un mare di dubbi sui tuoi insucessi
    solo il Signore sa quanto male m’ ha fatto l'amore
    non ci son parole, rimane tra due persone.
    Ti trovi solo al suolo e non sai più chi sei
    ti resta di lei, solo di lei.
    Ma io volerò una voce mi dice farlo è possibile
    non smettere di credere per me vuol dire vivere.


    Non rinunciare mai
    apri le ali e vai
    non è l'ultima volta che cadrai ma ti alzerai
    vedrai la troverai e allora volerai
    oh Icaro!

    Arrivare fin lassù

    non sai più che senso ha
    ma non vuoi di certo vivere a metà.
    Verrà il giorno in cui vedrai
    nel cielo solo lei

    e con un battito di cuore volerai.

    Tutti vogliono volare,
    ma quanti sono disposti
    a rischiare di farsi male, cadere e ricominciare?

    Tanti si accontentano solo di camminare

    ma tarpando le ali al cuore che cosa si vive a fare?
    Perchè senza amare siamo Angeli a metà
    a volte viene da pensare quello vero non esiste ma
    il cielo è pieno di stelle e di certo c’è
    una di quelle più belle che splende solo per me.
    Ma è coperto da qualche nuvola passeggera
    ormai non ho più paura e resisto in questa bufera.
    Perchè noi persone dopo storie che finiscono,
    siamo proprio come tanti Icaro che dicono…

     

    Non rinunciare mai
    apri le ali e vai
    non è l'ultima volta che cadrai ma ti alzerai
    vedrai la troverai e allora volerai
    oh Icaro!

    Gemelli Diversi - Ikaro (Video: http://www.youtube.com/watch?v=fwehS8VnPRk)

     

     

    July 23

    Senza di me....

    Vorrei avere tanto tempo per te
    Regalarti ogni mio attimo
    Potrei chiederti di amarmi
    Ancora un po' di più
    Ma lo so non è possibile
    Ti lascio un segno nel tuo cuore
    Così sentirai
    La verità che ti farà capire.
    Che io lo sai
    Io non ti mentirei
    Ma tu non vuoi
    E non mi crederai
    Che se servisse sai
    Io ti regalerei anche un Angelo
    Per non sentirti mai
    Senza di me.


    Anche l'universo scrive di te
    Per poi dirti che sei l'anima di me
    Nei tuoi movimenti lenti che fai sei
    Delicata e così fragile
    Ti lascio spazio nel mio cielo
    Così scriverai
    La verità che ti farà capire.
    Che io lo sai
    Io non ti mentirei
    Ma tu non vuoi
    E non mi crederai
    Che se servisse sai
    Io ti regalerei anche un angelo
    Per non sentirti mai
    Sola e senza aiuti
    No non voglio che tu soffra
    Perché sono stato un egoista
    Non mi sembra inutile
    Cercare in ogni modo
    Di farti capire.
    Che io lo sai
    Io non ti mentirei
    Ma tu non vuoi
    E non mi crederai
    Che se servisse sai
    Io ti regalerei anche un Angelo
    Per non sentirti mai
    Senza di me.
     
    Studio 3 - Senza di me (2006)
    July 17

    Voglio quel brivido di libertà...

    Tu..........non sai la novità..........tra poco sposerò, non una donna ma un concetto logico:
     
    Non voglio più cadere in mano a nessuno.......non voglio più caratteri nè idee........voglio quel brivido di libertà!
     
     
    Tratto da: "Non eri tu quel brivido di libertà" - Biagio Antonacci
    June 15

    Un giorno ke non dimenticherò mai....

    15 Giugno 2007......questa è una di quelle date che una persona non può dimenticare......una data che personalmente ricorderò per tutto il resto della mia vita....come uno dei miei giorni peggiori!
     
    Oggi......15 Giugno 2007.....è venuta a mancare prematuramente mia Mamma Grazia......persona davvero speciale e x me molto importante.....che mi ha regalato tante bellissime cose e tanto amore......tante gioie e pochissimi dispiaceri.....e più di tutto tanti bellissimi momenti....che non ritorneranno più, se non nella mia memoria.......peccato che di tutte queste cose ce ne si renda conto solo quando una persona non c'è più:
    "L'importanza di una persona si misura dal vuoto che questa lascia dentro di noi quando non c'è più"
     
    Sicuramente la mia vita non sarà più la stessa da oggi......le mie giornate non saranno più le stesse.....ma sono convinto che ce la farò...che troverò la forza di proseguire la mia vita. Sono convinto che nonostante tutto Lei sarà sempre qui vicino a me. Spero solo di non deluderla mai....e di renderla orgogliosa di me.
     
    In questa dolorosa circostanza non so cos'altro aggiungere......e non voglio scadere sul banale......quindi scrivo queste poche righe solo x lasciare una sua traccia anche in questo mio blog.....per ricambiare quella, indelebile, che Lei ha lasciato nel mio cuore e nei miei ricordi!
     
    Grazie di tutto......Addio Mamma!
     

    March 13

    Il Bowling...la mia ultima passione.

    Il Bowling è uno sport molto praticato specialmente in America che trova anche in Europa molti estimatori e campioni. Il gioco consiste nel colpire il maggior numero di birilli, su un totale di 10, con una boccia dal peso variabile provvista di tre fori nei quali vanno infilati il dito pollice, il medio e l'anulare. La corretta tecnica di lancio prevede che il tiro venga effettuato poggiando la boccia sul palmo della mano rivolta verso l'alto, il gomito inclinato di 90° all'altezza del fianco e tenendo l'avambraccio teso e il polso dritto. La posizione di partenza è a gambe unite. Il gioco si svolge su una pista appositamente costruita in legno o materiale sintetico e delimitata da due "canali" (gutters), profondi non meno di 8,89 cm; vanno utilizzate scarpe con suole particolari (in pelle) che aiutano a scivolare fino al bordo della zona di lancio della pista (detta approache), dove la palla viene lanciata e percorre la sua traiettoria fino ai birilli. La pista viene debitamente oliata con un particolare lubrificante che, oltre a proteggere la pista stessa, consente lo scivolamento della boccia.

    Il Punteggio:

    Una partita di bowling consta di 10 frame (frazioni) per ognuna delle quali si hanno a disposizione 2 tiri per cercare di abbattere tutti i birilli. Il punteggio viene annotato in una apposita scheda con 10 caselle principali, una per ogni turno di gioco e normalmente si possono incontrare queste casistiche:
    • 1° caso - è il più semplice: se non vengono abbattuti tutti i birilli nei due tiri a disposizione si procede semplicemente alla somma matematica del totale dei birilli colpiti
    • 2° caso - se il tiro ha prodotto uno spare (cioè l'abbattimento di tutti i birilli al secondo tiro, segnalato solitamente con il segno "/") il punteggio da segnare nella casella del tiro viene lasciato in sospeso fino al turno successivo di gioco, dopo di che viene così calcolato: 10 + il numero dei birilli abbattuti con il 1° tiro successivo, pertanto dal minimo appunto di 10 nel caso non si abbatta alcun birillo sino al massimo di 20, risultante dall'ottenimento di uno strike con la palla successiva.
    • 3° caso - se si realizza uno strike (segnalato con una "X"), il punteggio si calcola in questo modo: 10 + il numero di birilli abbattuti con le 2 bocce successive; nel caso in cui il 1° tiro successivo sia un altro strike, si deve pertanto attendere un ulteriore turno prima di poter computare i punti. Il punteggio massimo ottenibile per singolo turno è perciò di 30 nel caso si riescano a ottenere 3 strike di seguito.

    Inoltre, se al decimo frame si ottiene uno "spare" si avrà diritto a un ulteriore tiro; nel caso invece si ottenga uno "strike" (sempre al 10° frame) si avrà diritto a effettuare due tiri ulteriori. La particolarità dei punti ottenuti con i tiri effettuati oltre il decimo frame sta nel fatto che non vengono moltiplicati secondo lo schema prima spiegato: se al 10° frame si effettua uno spare, il punteggio ottenuto con la palla successiva non viene moltiplicato; se invece al 10° frame si ottiene uno strike, viene moltiplicato solo il primo dei due tiri a disposizione, mentre l'ultimo non viene moltiplicato.

    La Pista:

    Si divide principalmente in tre parti:
    • zona di lancio (Approache)- (4,20 m la sua lunghezza minima), è la zona dove il giocatore prende la rincorsa per il lancio della palla)
    • la pista (Lane)- (17 m di lunghezza), è la parte dove la biglia corre fino ad impattare coi birilli.
    • piano dei birilli (Pin Deck) - (91 cm), è la zona dove i birilli stessi vengono posizionati.

    La costruzione della pista prevede una precisione assoluta: non deve presentare alcuna imperfezione e non deve superare la larghezza di 107 cm. Essa è costituita di 39 listelli; all'altezza della zona di lancio sono inoltre impresse 7 frecce a scalare, che indicano i punti di mira. Il legno usato per costruire sia la zona di lancio che la pista è di due tipi differenti: uno proveniente dal Canada e l'altro dalla Florida.
    Tra la zona di lancio e la pista è segnata una riga denominata linea di fallo che se toccata o superata durante il tiro, provoca l'annullamento del tiro stesso, considerandolo uno zero nel punteggio. Nel caso il tiro annullato sia il primo del proprio turno di gioco è tuttavia effettuabile il secondo che, anche se portasse a uno strike, verrà considerato spare.

    Il Birillo e La Boccia:

    Il Birillo è la parte principale del gioco in quanto è l'oggetto da colpire. Un particolare di non poco conto è che, nonostante la sua forma particolare, deve essere costruito con un solo pezzo di legno. Il suo peso generalmente è compreso tra 1,3 e 1,6 Kg.

    La Boccia (e non "palla" come spesso impropriamente viene definita) è l'oggetto con il quale si cerca di abbattere il maggior numero di birilli; anche se può suonare banale, anch'essa è oggetto di regole ben precise: non può superare le 16 libbre e non possono essere presenti parti mobili al suo interno; le moderne bocce possono però avere dei nuclei "decentrati", che accentuano l'effetto e aiutano il giocatore a influire sull'effetto dato alla boccia nella corsa verso i birilli. La boccia per un giocatore di bowling professionista nasce senza forature; deve infatti essere costruito su misura, sia per quanto concerne l'ampiezza dei fori (e per la distanza tra di loro), sia per il peso, in quanto ogni giocatore affina un proprio stile di tiro.

    March 06

    Non cancellarmi.....

    Don't Write Me Off - (Non cancellarmi)

    It's never been easy for me
    To find words that go along with a melody
    But this time there's actually something on my mind
    So please forgive these few brief awkward lines
    Since I met you my whole life has changed
    It's not just the furniture you re-arranged
    I was living in the past
    But somehow you brought me back
    and I havn't felt like this since before Frankie said relax
    and now I know based on my track record
    I may not seem like the safest bet
    All I'm asking you is
    Don't write me off just yet

    For years I've been telling myself the same old story
    That I'm happy to live off my so called formor glorys
    but you've given me a reason
    to take another chance
    now I need you inspite the fact
    that you've killed all my plants
    and now I know
    that i've already blown more chances
    then anyone should ever get
    all I'm asking you is
    don't write me off just yet
    don't write me off just yet

    Tratta dal film: "Scrivimi una canzone"


    January 29

    Festa di S.Agata in breve...

    La Festa in Breve
    L'attaccamento della città alla Santa e i riti che si ripetono da cinque secoli, rendono la festa densa di momenti suggestivi e indimenticabili.
    Il 4, 5, 6 febbraio sono tre giorni di culto, di devozione, di folclore, di tradizioni che non hanno riscontro nel mondo. Per tre giorni un milione di devoti e curiosi sciamano nelle vie e nelle piazze di Catania in onore della Santa.
    Il clou della festa è il 4 e 5 febbraio, quando la patrona della città, nel suo fercolo argenteo, attraversa i quartieri popolari.
    Il 5 presenta tre momenti significativi: la lunga e solenne processione del mezzogiorno per l'offerta della cera, cui partecipano le più alte autorità civili, religiose e militari, con i gonfaloni del Comune, della Provincia e dell'Università, la processione che conduce Sant'Agata dalla chiesa alla Fornace alla Basilica Cattedrale e le undici candelore, che simboleggiano le corporazioni dei mestieri e le due carrozze del Senato catanese. La lunga notte di Sant'Agata si conclude all'alba del 5 febbraio, quando la patrona viene accompagnata da migliaia di fedeli nella Basilica Cattedrale. Catania si anima per più di ventiquattro ore, sino alla conclusione della celebrazione, che avviene con la messa officiata dal Cardinale. Durante la celebrazione di quest'anno, in uno dei momenti culminanti del rito, l'uscita della Santa, hanno assistito cinquantamila persone.
    Ma il momento che suscita suggestioni uniche e indimenticabili è il "Canto antico delle suore". L'avvenimento si svolge nel cuore della notte, lasciando con il fiato sospeso le persone che assistono.
    All'alba del giorno 6, il Fercolo con le reliquie giunge in via Crociferi. E' il momento in cui la Santa saluta la città prima della conclusione dei festeggiamenti. Per tutta la notte, migliaia di cittadini in camice bianco sfidano il freddo della notte, gridando "Viva Sant'Agata", in un momento denso di magia e spiritualità. A questo punto, mentre improvvisamente l'atmosfera si fa silenziosa, si eleva il canto angelico delle monache di clausura. L'origine del testo e della musica si perde nella notte dei tempi, anche se una leggenda tramanda che il suo autore fu un siciliano di nome Tarallo, che lo compose appositamente per le monache di clausura di San Benedetto.
     
    La Processione

    Ogni anno il 3, il 4 e il 5 febbraio Catania offre alla sua patrona una festa così straordinaria che può essere paragonata soltanto alla Settimana Santa di Siviglia o al Corpus Domini di Cuzco, in Perù.
    Il primo giorno è riservato all’offerta delle candele. Una suggestiva usanza popolare vuole che i ceri donati siano alti o pesanti quanto la persona che chiede la protezione. Alla processione per la raccolta della cera, un breve giro dalla fornace alla cattedrale, partecipano le maggiori autorità religiose, civili e militari. Due carrozze settecentesche, che un tempo appartenevano al senato che governava la città, e undici “candelore”, grossi ceri rappresentativi delle corporazioni o dei mestieri, vengono portate in corteo (leggi in fondo al post).
    Questa prima giornata di festa si conclude in serata con un grandioso spettacolo di giochi pirotecnici in piazza Duomo.
    I fuochi artificiali durante la festa di Sant’Agata, oltre a esprimere la grande gioia dei fedeli, assumono un significato particolare, perché ricordano che la patrona, martirizzata sulla brace, vigila sempre sul fuoco dell’Etna e di tutti gli incendi.
    Il 4 febbraio è il giorno più emozionante, perché segna il primo incontro della città con la Santa Patrona. Già dalle prime ore dell’alba le strade della città si popolano di “cittadini”. Sono devoti che indossano il tradizionale “sacco” (un camice votivo di tela bianca lungo fino alla caviglia e stretto in vita da un cordoncino), un berretto di velluto nero, guanti bianchi e sventolano un fazzoletto anch’esso bianco stirato a fitte pieghe. Rappresenta l’abbigliamento notturno che i catanesi indossavano quando, nel lontano 1126, corsero incontro alle reliquie che Gisliberto e Goselmo riportarono da Costantinopoli. Ma l’originario camice da notte, nei secoli, si è arricchito anche del significato di veste penitenziale: secondo alcuni l’abito di tela bianca è la rivisitazione di una veste liturgica, il berretto nero ricorderebbe la cenere di cui si cospargevano il capo i penitenti e il cordoncino in vita rappresenterebbe il cilicio.
    Tre differenti chiavi, ognuna custodita da una persona diversa, sono necessarie per aprire il cancello di ferro che protegge le reliquie in cattedrale: una la custodisce il tesoriere, la seconda il cerimoniere, la terza il priore del capitolo della cattedrale. Quando la terza chiave toglie l’ultima mandata al cancello della cameretta in cui è custodito il Busto, e il sacello viene aperto, il viso sorridente e sereno di Sant’Agata si affaccia dalla cameretta nel crescente tripudio dei fedeli impazienti di rivederla. Luccicante di oro e di gemme preziose, il busto di Sant’Agata viene issato sul fercolo d’argento rinascimentale, foderato di velluto rosso, il colore del sangue del martirio, ma anche il colore dei re.
    Prima di lasciare la cattedrale per la tradizionale processione lungo le vie della città, Catania dà il benvenuto alla sua patrona con una messa solenne, celebrata dall’arcivescovo.
    Tra i fragori degli spari a festa, il fercolo viene caricato del prezioso scrigno con le reliquie e portato in processione per la città.
    Il “giro”, la processione del giorno 4, dura l’intera giornata. Il fercolo attraversa i luoghi del martirio e ripercorre le vicende della storia della “Santuzza”, che si intrecciano con quella della città: il duomo, i luoghi del martirio, percorsi in fretta, senza soste, quasi a evitare alla Santa il rinnovarsi del triste ricordo. Una sosta viene fatta anche alla “marina” da cui i catanesi, addolorati e inermi, videro partire le reliquie della Santa per Costantinopoli. Poi una sosta alla colonna della peste, che ricorda il miracolo compiuto da Sant’Agata nel 1743, quando la città fu risparmiata dall’epidemia.
    I “cittadini” guidano il fercolo tra la folla che si accalca lungo le strade e nelle piazze. In quattromila o cinquemila trainano la pesante macchina. Tutti rigorosamente indossano il sacco votivo e a piccoli passi tra la folla trascinano il fercolo che, vuoto, pesa 17 quintali, ma, appesantito di Scrigno, Busto e carico di cera, può pesare fino a 30 quintali. A ritmo cadenzato gridano: “cittadini, viva Sant’Agata”, un'osanna che significa anche: “Sant’Agata è viva” in mezzo alla folla. Il “giro” si conclude a notte fonda quando il fercolo ritorna in cattedrale.
    Sul fercolo del 5 febbraio, i garofani rossi del giorno precedente (simboleggianti il martirio), vengono sostituiti da quelli bianchi (che rappresentano la purezza). Nella tarda mattinata, in cattedrale viene celebrato il pontificale. Al tramonto ha inizio la seconda parte della processione che si snoda per le vie del centro di Catania, attraversando anche il “Borgo”, il quartiere che accolse i profughi da Misterbianco dopo l’eruzione del 1669. Il momento più atteso è il passaggio per la via di San Giuliano, che per la pendenza è il punto più pericoloso di tutta la processione.
    Esso rappresenta una prova di coraggio per i “cittadini”, ma è interpretato anche - a seconda di come viene superato l’ “ostacolo” - come un segno celeste di buono o cattivo auspicio per l’intero anno. A notte fonda i fuochi artificiali segnano la chiusura dei festeggiamenti.
    Quando Catania riconsegna alla cameretta in cattedrale il reliquiario e lo scrigno, i sacchi bianchi non profumano più di bucato, i volti sono segnati dalla stanchezza, i muscoli fanno male, la voce è ridotta a un filo sottile. Ma la soddisfazione di aver portato in trionfo il corpo di Sant’Agata per le vie della sua Catania riempie tutti di gioia e ripaga di quelle fatiche. Bisognerà aspettare un altro anno, per poter vedere sorridere ancora una volta il viso buono della Santa che fu martire per la salvezza della fede e di Catania.

     

     

    Le Candelore

    La festa di Sant’Agata è inscindibile dalla tradizionale sfilata delle “candelore”, enormi ceri rivestiti con decorazioni artigianali, puttini in legno dorato, Santi e scene del martirio, fiori e bandiere. Le candelore precedono il fercolo in processione, perché un tempo, quando mancava l’illuminazione elettrica, avevano la funzione di illuminare il passo ai partecipanti alla processione. Sono portate a spalla da un numero di portatori che, a seconda del peso del cero, può variare da 4 a 12 uomini.
    I maestri orafi del Trecento avevano realizzato il Busto di Sant’Agata, un capolavoro d’arte raffinato e prezioso. Ma il popolo, da sempre vicino alla patrona, ha voluto essere presente nella festa con creazioni proprie, opere di fattura artigianale che rappresentassero, inoltre, associazioni di varie categorie di lavoratori.
    Ognuna delle 11 candelore possiede una precisa identità. Sulle spalle dei portatori, essa si anima e vive la propria unicità, che si compone di diversi elementi: la forma che caratterizza il cero, l’andatura e il tipo di ondeggiamento che gli viene dato, la scelta di una marcia come sottofondo musicale. Le candelore sfilano sempre nello stesso ordine. Ad aprire la processione è il piccolo cero di monsignor Ventimiglia. Il primo grande cero rappresenta gli abitanti del quartiere di San Giuseppe La Rena e fu realizzato all’inizio dell’Ottocento. E’ seguito da quello dei giardinieri e dei fiorai, in stile gotico-veneziano. Il terzo in ordine di uscita è quello dei pescivendoli, in stile tardo-barocco con fregi Santi e piccoli pesci. Il suo passo inconfondibile ha fatto guadagnare alla candelora il soprannome di “bersagliera”. Il cero che segue è quello dei fruttivendoli, che invece ha passo elegante ed è dunque chiamato la “signorina”. Quello dei macellai è una torre a quattro ordini. La candelora dei pastai è un semplice candeliere settecentesco senza scenografie.
    La candelora dei pizzicagnoli e dei bettolieri è in stile liberty, quella dei panettieri è la più pesante di tutte, ornata con grandi angeli, e per la sua cadenza è chiamata la “mamma”. Chiude la processione la candelora del circolo cittadino di Sant’Agata che fu introdotta dal cardinale Dusmet.
    In passato le candelore sono state anche più numerose: esistevano quelle dei calzolai, dei confettieri, dei muratori, fino a raggiungere in alcuni periodi il numero di 28.  

    January 25

    Si avvicina il giorno della Grande Festa......

    Un pò di STORIA:
     
    Agata nasce da una famiglia di nobili catanesi di religione cristiana, nel 235 d.C.; sotto la dominazione romana dunque, esercitata in quel tempo dal proconsole Quinziano.
    Erano tempi tristi per i cristiani: le persecuzioni contro i cristiani si susseguivano sempre con maggiore asprezza e ferocia; prima con Settimio Severo (III sec.) e poi con Decio (249 d.C.) i cristiani venivano arrestati, barbaramente torturati e uccisi.
    La famiglia di Agata, come tutta la comunità cristiana, viveva la fede nel silenzio, di nascosto; e così la fanciulla che chiese al vescovo della città di essere consacrata a Dio a soli 15 anni.
    Il proconsole Quirino seppe però di questa consacrazione e ordinò che la ragazza fosse arrestata per oltraggio alla religione di Stato; il disegno segreto era in realtà di possedere la fanciulla e di impossessarsi anche di tutti i suoi beni.
    Agata scappa, ma viene catturata e portata dinanzi a Quirino che, sedotto da tanta bellezza, la affida alle cortigiane, perché, tra i lussi della corte, dimenticasse il suo Dio, e si concedesse finalmente a lui.
    Fu tutto inutile, la fede sorreggeva la virtù di Agata, che non si piegò alle lusinghe del lusso.
    Per questo finì in carcere, ed ancora fiera e sicura della sua fede, dopo diversi giorni senza mangiare né bere, fu sottoposta ad atroci torture, durante le quali le furono anche strappate le mammelle.
    Una notte mentre giaceva nella cella, dolorante, le venne incontro un angelo che la medicò con delle bende; ma quando andò via, miracolo, le ferite sparirono e il seno riaffiorò, identico a prima.
    Portata nuovamente al suo cospetto, il proconsole sbalordì di fronte al prodigio del seno rifatto e, stanco e infastidito, ordinò di mettere a morte la ragazza.
    Agata fu posta in un letto di tizzoni ardenti e martoriata con lamine e punte infuocate: il suo velo rosso, simbolo del suo sposalizio con Cristo, però non bruciava.
    Pare che nel momento del supplizio di Agata, Catania fu scossa da un tremendo terremoto, per sfuggire al quale Quinziano annegò nel fiume Simeto.
    Dopo il martirio Agata morì, in preghiera, come aveva vissuto: era il 5 febbraio del 251 d.C.
    Nel 252, ad un anno esatto dalla sua morte, Catania venne minacciata dalla lava dell’Etna e i cittadini, presi dallo sconforto, presero il velo rosso poggiato sul sarcofago di Agata e in processione fra le preghiere lo misero davanti alla colata lavica: per miracolo il fiume di lava, che procedeva in discesa, si arrestò. In seguito a questo evento Agata fu proclamata Santa.

     

    January 23

    Manuale d'amore 2...

    C'e' la neve nei miei ricordi...
    C'e' sempre la neve...

    E se non la smetto di ricordare mi diventa bianco il cervello...
    Qua sotto niente è peccato...

    January 07

    Leggenda della Befana...

    Un giorno, i Re Magi partirono carichi di doni (oro, incenso e mirra) per Gesù Bambino. Attraversarono molti paesi guidati da una stella, e in ogni luogo in cui passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro. Ci fu solamente una vecchietta che in un primo tempo voleva andare, ma all'ultimo minuto cambiò idea, rifiutandosi di seguirli.
    Il giorno dopo, pentita, cercò di raggiungere i Re Magi, che però erano già troppo lontani. Per questo la vecchina non vide Gesù Bambino, né quella volta né mai. Da allora ella, nella notte fra il cinque e il sei Gennaio, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa per le case a portare ai bambini buoni i doni che non ha dato a Gesù.

    December 31

    La storia del Capodanno...

    La celebrazione di Capodanno è la più antica festa di cui vi sia traccia.
    Iniziarono i Babilonesi a festeggiarlo circa 4000 anni fa.
    Ancora nell’anno 2000 a.C., l’anno babilonese iniziava in corrispondenza della prima Luna Nuova dopo l’equinozio di primavera, quando la terra rifioriva a nuova vita. E in Europa i Celti, seguendo un calendario agricolo e pastorale, legato al ciclo delle stagioni, festeggiavano il
    Capodanno in autunno. Esattamente nella notte fra il 31 ottobre e il 1° novembre, l’odierna Halloween, per celebrare il periodo dell’anno in cui la terra ha dato i suoi frutti e si prepara all’inverno.

    Se i Babilonesi festeggiavano il Capodanno in primavera e i Celti tra ottobre e novembre, come si è arrivati al Capodanno attuale, in inverno inoltrato?
    Chiediamolo agli antichi Romani:
    Questi continuarono a celebrare l’anno nuovo nel tardo marzo, sulla scia della tradizione orientale. Ma il loro calendario era continuamente sballottato dai vari imperatori; si scelse quindi di “sincronizzarlo” con il sole.
    Fu Giulio Cesare, nel 46 a.C., a creare quello che ancora oggi è conosciuto come il “calendario Giuliano”, che stabiliva che l’anno nuovo iniziasse il primo gennaio. Il primo gennaio i Romani usavano invitare a pranzo gli amici scambiandosi un vaso bianco con miele, datteri e fichi, accompagnato da ramoscelli d’alloro, come augurio di fortuna e felicità.
    Ecco l’origine della strenna!
    Infatti i rametti benauguranti venivano staccati da un boschetto della via sacra a una dea di origine sabina: Strenia (apportatrice di fortuna e felicità, da cui “strena” = “presagio fortunato”), che aveva uno spazio verde a lei dedicato sul Monte Velia. Altra pianta benaugurale di antiche radici è il vischio che secondo la tradizione dona prolificità sia materiale che spirituale.
    Sacro ai popoli antichi, i Druidi lo usavano nei cerimoniali: i Celti ritenevano che quest’arboscello nascesse dove era scesa una folgore e che una bevanda particolare composta di questa pianta fosse un potente elisir contro la sterilità.

    Ancora nel Medioevo molti paesi europei usavano il Calendario Giuliano, voluto da Giulio Cesare, ma vi era un’ampia varietà di date che indicavano il momento iniziale dell’anno.
    Tra queste per esempio il 1° marzo (capodanno nella Roma repubblicana), 25 marzo (Annunciazione del Signore) o il 25 dicembre (Natale). Solo con l’adozione universale del calendario gregoriano (dal nome di papa Gregorio XIII, che lo ideò nel 1582), la data del 1° gennaio come inizio dell’anno divenne universalmente riconosciuta.

    December 24

    Auguri......BUON NATALE!

      Un Natale di festa, una festa di pane.

    Incontro di Angeli, di Santi, di uomini, di eroi con datteri e ambrosia.

    Auguri per una festa di fuoco, per una festa di luce.

    Auguri di pace e gioia semplice e sincera.

    Angelo.